Segnare ed energizzare il corpo e lo spirito attraverso la pratica
del tatuaggio e del piercing è una pratica che può essere fatta risalire
all'alba dei tempi. Si tratta di un istinto a cui tutte le popolazioni
tribali hanno risposto celebrando riti di passaggio che coinvolgevano
fortemente sia l'aspetto fisico che mentale e che segnavano
indelebilmente l'abbandono di una fase della vita e l'ingresso in
un'altra. Le prime culture in Cina, Egitto, Roma, Messico e nelle isole
del Pacifico erano consapevoli che stimolare l'energia corporea
attraverso la penetrazione della pelle avrebbe influenzato la salute
fisica, così come adornare il corpo con iscrizioni permanenti avrebbe
favorito la connessione dell'uomo alla sua essenza spirituale, una dote
per i giovani che accedevano alla società adulta, per le donne pronte a
scegliere il proprio compagno e persino per gli infanti.
Nelle
società attuali non esistono più veri e propri riti di passaggio, il che
porta sovente a crisi personali e di identità, a dubbi riguardo il
proprio presente e il proprio futuro. Spesso decidere individualmente di
apporsi una modifica costituisce un voler riacquistare l'energia che
può venire da certe antiche pratiche ma, nelle società moderne, prima di
procedere con un tatuaggio o un piercing è sempre il caso di chiarire
le proprie intenzioni. Bisogna considerare che presto o tardi quello che
si andrà ad incidere con un tatuaggio non sarà più alla moda e che
determinati tipi di ornamenti potranno causare il giudizio altrui.
Bisogna considerare che tutto quanto legato alla body art è specchio di
quello che siamo dentro, riflette chi crediamo di essere e cosa vogliamo
che il mondo sappia di noi. Bisogna fare i conti con diversi stereotipi
che, a seconda della cultura imperante, vedono la persona modificata
più o meno sotto una cattiva luce. Accade spesso che diverse persone
interagiscano con la persona modificata, in senso positivo o negativo.
Ci sono individui che si oppongono a tutto quanto non è strettamente
stereotipato e poco aperti a qualsiasi forma di cambiamento, ma ci sono
anche coloro che subiscono il fascino della modificazione corporea e che
spesso chiedono informazioni in proposito, non è per niente raro ad
esempio finire a parlare dei propri tatuaggi, sia già fatti che ancora
da progettare. In un certo qual senso l'iscrizione corporea e il
piercing rappresentano aperture verso il mondo e verso gli altri, una
doppia strada di comunicazione che rende le interazioni più intense, più
profonde, pertanto decidere di modificarsi rappresenta una presa di
coscienza e di responsabilità verso se stessi ma anche verso gli altri,
cosa che a maggior ragione vale per coloro che si fanno carico di
operare lavorativamente e per passione in questo ambito.
Secoli
fa i medici di origine cinese hanno mappato i meridiani corporei per
perfezionare tecniche di agopuntura volte a trattare e curare varie
malattie. Lungo queste linee viaggerebbe l'energia personale e i fori
rappresentano accessi alla riserva energetica fisica che può essere
stimolata o sedata per condurre ad una situazione di benessere. Così
come nell'agopuntura, apporre un piercing in un punto o in un altro può
portare benefici o meno. Quando un punto del corpo è perforato viene
attivato un impulso elettrico che si dirige verso un'area specifica del
cervello, un flusso di energia che può avere diversi tipi di influsso.
Diventare un esperto in questo campo richiede anni di studio e
formazione e, di tutti gli artisti corporei che si dedicano al piercing,
solo una piccolissima parte ha idea delle ripercussioni che un
ornamento mal posizionato potrà avere. Il punto centrale dei lobi, ad
esempio, corrisponde agli occhi, molto vicini al centro del lobo ci sono
punti che influenzano il mal di denti e le tonsille mentre, sul bordo
esterno del lobo, troviamo un punto associato alla memoria. Oltre a
questi esistono solo sull'orecchio altri 200 punti mappati
dall'agopuntura classica che vanno a costituire uno schema completo del
corpo.
Anche per quanto riguarda il tatuaggio ci sono diverse
questioni da tenere in considerazione. Il tatuaggio attuale trae spunto
da diverse culture, sia antiche che moderne. Culture che si sono fuse
secondo diversi influssi e quando si decide per un'iscrizione permanente
sarebbe meglio valutare cosa l'immagine scelta ha rappresentato
nell'arco della storia, in particolare se si trae spunto in todo da
un'altra cultura come quella orientale o quella maori. Per simboli
comuni ci si accorgerà che nell'arco dei secoli sono stati di volta in
volta utilizzati come emblemi positivi o negativi. Si pensi alla
svastica. Si tratta di uno dei simboli più antichi che la storia umana
possa ricordare e si ritrova trasversalmente in ogni cultura. Uno dei
tanti danni fatti dal nazismo è stato distruggere questo simbolo e
rivestirlo di una connotazione negativa. Nell'arco degli ultimi decenni
però, soprattutto ad opera di alcune persone disposte a vincere il
pregiudizio, questo simbolo sta ritornando sulla pelle, ma ciò non può
prescindere da tutte le fasi storiche che ha attraversato. Così come per
altri simboli ed iconografie qualcuno potrà sentirsene turbato, potrà
bollare la persona che lo porta secondo quanto conosce della simbologia e
il suo atteggiamento può potenzialmente anche rivelarsi erroneamente
negativo. Quindi alcuni simboli si rivelano più "pesanti" da portare di
altri, ci si può ritrovare spesso a dare spiegazioni, anche quando non
si vorrebbe o non se ne ha voglia.
Altro elemento da considerare è
che, se si opta per un simbolo identificativo di un periodo storico,
una persona, un trend, questo trascorrerà mentre il tatuaggio resterà
potenzialmente per tutta la vita (e anche oltre), a meno che non si
ricorra alla rimozione. Spesso si ritiene di voler ricordare per sempre
un qualcosa che ci è accaduto, ma bisogna anche guardare avanti e capire
se siamo il tipo di persona che sono disposte a ricordarlo
costantemente senza che ciò turbi la nostra serenità. E' vero che la
pelle può rappresentare un libro su cui la nostra vita viene scritta, ma
è pur vero che c'è chi chiude definitivamente un capitolo per aprirne
altri, nuovi, e che il processo di rigenerazione del sé può richiedere
di procedere ad una nuova fase della vita completamente intonsi, sia
mentalmente sia fisicamente, almeno nelle intenzioni, è che un ricordo
che oggi ci sembra piacevole, meritevole di essere portato con sé per
sempre, potrebbe un giorno rattristarci e tediarci. Bisogna quindi avere
rispetto per sé, per gli altri e per le pratiche corporee, scavare in
profondità nei propri pensieri per capire cosa portare in superficie.
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martedì 8 ottobre 2013
mercoledì 17 luglio 2013
Mandala
Mandala significa cerchio o centro, ha una struttura che ricorda quella circolare e le sue parti possono essere disegnate e colorate a piacimento. Secondo la tradizione orientale il mandala è l'espressione grafica dell'universo, è la ruota della vita, sorge dal centro per tendere all'esterno e, contemporaneamente, ritorna verso l'interno.
Il mandala è un elemento fondamentale per la vita di tutti, il suo utilizzo porta ad integrare quanto ancora necessita per un generale e profiquo stato di benessere. Ogni mandala è diverso e può avere una finalità diversa come:
- accettare i cambiamenti
- accettare il dolore
- ammettere i propri desideri
- divenire attivi
- avere fiducia in sé
- prendere coraggio
- rifornirsi di energia.
Per usufruirne bisogna scegliere un posto tranquillo e un momento della giornata in cui poter stare soli, liberare la mente e concentrarsi sugli atti di inspirazione ed espirazione. Si può prendere un disegno già fatto oppure disegnarlo. Tutto deve essere molto naturale e non ci deve essere nulla di forzato. Prendendo le matite e i colori si comincia a delineare e colorare il mandala ponendo la propria attenzione sui colori e le linee che si stanno seguendo. All'interno possono essere posti dei numeri che solo all'apparenza possono sembrare casuali, all'interno del mandala infatti nulla, dai colori alle linee, è casuale.
Gli elementi base del mandala sono il cerchio e il quadrato.
Il cerchio infatti simboleggia la perfezione spirituale, quindi la coscienza, la vita, la morte e la rinascita. Disegnarlo permette di evocare le parti conflittuali di ognuno e aiuta a contenerle. Evoca anche il concetto di utero materno e quindi di protezione. E' simbolicamente antichissimo e onnipresente: i nidi degli uccelli, la luna, il circolo delle stagioni. Ad esso le popolazioni di tutto il mondo si sono ispirate: le tende indiane hanno forma circolare e erano disposte in circolo, il cordone di difesa che circondava le città, nelle pratiche magiche, nei manufatti che si credevano dotati della possibilità di infondere coraggio (braccialetti, collane, cinture, corone), in numerose danze popolari.
Il quadrato invece è simbolo di armonia e perfezione materiale. Le sue rette rievocano concetti come razionalità, concretezza, prontezza e desiderio di riuscire. Rappresenta gli ambienti, gli individui e le situazioni che circondano ognuno.
Altre figure non meno importanti sono il triangolo, che rappresenta dinamismo e direzione oltre alla dualità maschio-femmina che è in ognuno; il punto, che è l'origine; la croce, che richiama la forma dell'albero ed è il collegamento tra mondo spirituale e materiale; la stella, simbolo di guida celeste; la spirale, che è il contatto con le energie creative presenti negli strati più profondi della psiche.
I numeri invece hanno questi significati: 1, l'individuo o l'attivazione di un ricordo; 2, gli opposti, come unione o come contrapposizione; 3, l'armonia nella creazione, la vitalità e l'energia, la spinta ad agire; 4, l'equilibrio e la forza; 5, il corpo fisico; 6, creatività, completamento di un progetto; 7, compimento di una fase della vita.
Anche i colori hanno in sé un valore ma va considerata anche la loro disposizione. Al centro si tende ad esprimere il concetto più importante. Nel cerchio più esterno si manifesta la propria immagine così come viene presentata agli altri. Nella metà superiore si hanni i propri processi consci, nella metà inferiore quelli inconsci. Per quanto riguarda il significato dei colori nel mandala: il nero, sentimenti di perdita e depressione; il bianco, sia se lasciato senza colore sia che la tonalità sia stesa sul foglio, rappresenta qualcosa che viene nascosto o tralasciato oppure l'essere pronti ad un cambiamento; il rosso, vitalità o distruttività; l'arancione, volontà di riuscire in uno scopo; il giallo, consapevolezza; il verde, attività di supporto; il blu, maternità; l'indaco, lato oscuro dell'anima, non necessariamente negativo; il violetto, creatività ed emozionalità.
In Tibet è chiamato anche Yantra ed è utilizzato come mezzo di meditazione poiché facilita la concentrazione, esso riveste un'importante elemento sia nel Buddhismo che nell'Hinduismo. Tuttavia compare un po' in tutte le culture e in tutti i tempi. Il più antico sembra essere la "ruota solare" paleolitica scoperta nell'Africa del sud. Mandala cristiani si trovano fin dal primo Medioevo e incorporano la figura di Cristo nel centro ed i quattro evangelisti sui punti cardinali. In India esiste una danza del mandala che è molto simile ad un girotondo con una persona che chiede cure al centro del cerchio. Lo spicoanalista Jung lo ha inglobato nel suo studio della personalità umana. Secondo Jung infatti durante i periodi di tensione psichica, figure mandaliche possono apparire spontaneamente nei sogni.
Nei sogni il mandala ha una valenza archetipica volta a rappresentare il Sé, il nucleo vitale e l'essenza individuale. Dimostra che esiste un centro e una periferia della propria personalità. E' molto raro che appaia nella sua forma geometrica con colori ordinati, più frequentemente emerge attraverso immagini come l'uovo, la ragnatela, il cerchio, l'uroborus, il fiore di loto. Secondo Jung il mandala è una rappresentazione simbolica della psiche umana nella sua complessità, varietà e dinamismo, un tentativo della psiche stessa di dare forma all'informe, struttura al caos. Esso ispira serenità e la sensazione che la vita abbia ritrovato senso, ciò anche quando compare nei sogni. Esso da un segnale di integrità e della possibilità di superare le difficoltà. Stesso discorso quando compare spontaneamente nelle fantasie o nei disegni liberi che un paziente sotto analisi.
Sempre secondo Jung il mandala fa parte di quei contenuti e prodotti simbolici che appaiono universalmente in tutti gli uomini al di là delle differenti culture, cosicché essi sono da ricercare nella struttura fisica e mentale degli individui stessi. Ciò sembra dovuto ad una serie di rappresentazioni che non avrebbero origine dalle esperienze personali bensì da sorgenti e strati mentali molto più arcaici, da esperienze della razza umana e dei nostri antenati primitivi. Viene quindi a crearsi una sorta di inconscio collettivo che è retto appunto da archetipi, cioè funzioni innate presenti in tutti gli esseri umani che, accingendo agli stimoli esterni, creano immagini dotate di forza e di significato specifico. L'inconscio collettivo viene ad essere un deposito di esperienze ataviche compiute da innumerevoli milioni di anni e le immagini che ne derivano sono considerate più antiche, universali e profonde dell'umanità stessa.
giovedì 4 luglio 2013
Simboli
Una raccolta di simboli vari che si prestano al tatuaggio.
Croce
La croce è la base dei simboli di orientamento. Tre sono i tipi di orientamento: del soggetto in base a se stesso, del soggetto in base ai punti cardinali terrestri, del soggetto in rapporto ai punti cardinali celesti. La concordanza di questi tre orientamenti pone il soggetto in consonanza col trascendente.
La croce ha anche funzione di sintesi, di misura, di mediazione e di comunicazione perché in essa si congiungono Cielo e Terra, Tempo e Spazio. Avendo una potenza sia centrifuga che centripeta in essa trovano equilibrio sia la diffusione e l'emanazione che il raccoglimento e la ricapitolazione.
Il Cristianesimo ha raccolto un simbolo ben più antico e lo ha arricchito di un nuovo simbolismo. Essa infatti diviene il Crocefisso, il Cristo, il Verbo, la seconda persona della Trinità. Leggenda vuole che la croce provenga dall'albero nato sulla tomba di Adamo.
Occhio
Esistono diversi tipi di rappresentazione dell'occhio come simbolo.
L'occhio di Horus ha avuto grande diffusione nella civiltà egizia e rappresenta la prosperità, il potere regale e la buona salute. Venne ampiamente usato in ambito religioso e magico, essendo legato al concetto di integrità e di protezione fisica. Come amuleto veniva posto nei bendaggi che avvolgevano il corpo dei defunti in quanto simbolo di rigenerazione. Era anche disegnato sulle navi e sui muri delle case a protezione.
Secondo la mitologia egizia Horus volle vendicare l'uccisione del padre da parte di Seth, ma nello scontro perse un occhio, il sinistro, che il dio malvagio divise in 63 parti. Il dio della giustizia Thot glielo ricostituì aggiungendovi la sessantaquattresima parte.
In riferimento a ciò l'occhio di Horus serviva in matematica per scrivere le frazioni aventi il 64 come denominatore comune. Infatti si ha che (1/2 + 1/4 + 1/8 + 1/16 + 1/32 + 1/64) ridà 63/64 a cui va aggiunto l'ultimo frammento di 1/64 dovuto a Thot.
Croce
La croce è la base dei simboli di orientamento. Tre sono i tipi di orientamento: del soggetto in base a se stesso, del soggetto in base ai punti cardinali terrestri, del soggetto in rapporto ai punti cardinali celesti. La concordanza di questi tre orientamenti pone il soggetto in consonanza col trascendente.
La croce ha anche funzione di sintesi, di misura, di mediazione e di comunicazione perché in essa si congiungono Cielo e Terra, Tempo e Spazio. Avendo una potenza sia centrifuga che centripeta in essa trovano equilibrio sia la diffusione e l'emanazione che il raccoglimento e la ricapitolazione.
Il Cristianesimo ha raccolto un simbolo ben più antico e lo ha arricchito di un nuovo simbolismo. Essa infatti diviene il Crocefisso, il Cristo, il Verbo, la seconda persona della Trinità. Leggenda vuole che la croce provenga dall'albero nato sulla tomba di Adamo.
Occhio
Esistono diversi tipi di rappresentazione dell'occhio come simbolo.
L'occhio di Horus ha avuto grande diffusione nella civiltà egizia e rappresenta la prosperità, il potere regale e la buona salute. Venne ampiamente usato in ambito religioso e magico, essendo legato al concetto di integrità e di protezione fisica. Come amuleto veniva posto nei bendaggi che avvolgevano il corpo dei defunti in quanto simbolo di rigenerazione. Era anche disegnato sulle navi e sui muri delle case a protezione.
Secondo la mitologia egizia Horus volle vendicare l'uccisione del padre da parte di Seth, ma nello scontro perse un occhio, il sinistro, che il dio malvagio divise in 63 parti. Il dio della giustizia Thot glielo ricostituì aggiungendovi la sessantaquattresima parte.
In riferimento a ciò l'occhio di Horus serviva in matematica per scrivere le frazioni aventi il 64 come denominatore comune. Infatti si ha che (1/2 + 1/4 + 1/8 + 1/16 + 1/32 + 1/64) ridà 63/64 a cui va aggiunto l'ultimo frammento di 1/64 dovuto a Thot.
Se racchiuso in un triangolo, l'occhio assume un significato divino. Il triangolo infatti rappresenta il numero 3 che è la perfezione. Presso i cristiani col triangolo faceva esplicito riferimento alla Trinità mentre al suo centro, con l'occhio, si fa riferimento a Dio.
Una sua versione compare anche presso i Massoni e si rifà al concetto che ogni cosa il massone svolga nella sua vita sarà comunque sotto l'occhio del Grande Architetto dell'Universo.
La mano con l'occhio è uno dei simboli più antichi dell'umanità. Questo simbolo rappresenta il concetto di "Toccare equivale a vedere; vedere equivale a toccare", cioè alla relazione emotiva fra l'uomo e il mondo che lo circonda prima che intervenga la ragione.
E' un potente amuleto che scaccia il malocchio e contro le negatività. Viene dipinto sulle porte delle case come portafortuna.
Il numero cinque delle dita rappresenta in sé un numero sacro per la religione ebraica e musulmana, con l'occhio al centro viene chiamato "Mano di Fatima".
Fatima era la figlia del profeta Maometto, ad essa vengono riconosciuti numerosi miracoli, in particolar modo quando si recava in preghiera nel deserto, tanto forte era la sua fede che era in grado di stimolare la pioggia che ogni cosa faceva sbocciare. Un episodio della sua vita viene narrato in relazione a questo simbolo e si rifà ad un giorno in cui suo marito ritornò presso la loro dimora in compagnia di una concubina. Fatima, che era in cucina, si procurò una profonda bruciatura alla mano ma tale era il suo dolore interiore in quel momento che non se ne accorse. Durante la notte poi li spiò e quando vide che il marito baciava la nuova donna, una lacrima le scivolò giù dalle guance andandosi a posare sulla spalla del marito e facendogli capire cosa provava per lui al punto da fargli rinunciare alla nuova moglie.
In riferimento a questa leggenda le giovani donne arabe ed islamiche portano spesso pendenti con questo simbolo da cui traggono il dono della pazienza che porterà loro gioia, fortuna e ricchezza.
Spirale
Secondo Jung la spirale è il simbolo della rivivificazione della vita attraverso il contatto con le energie creative e risananti che emergono dagli strati profondi della psiche. Si ritrova come componente in altre composizioni, vegetali con avvolgimenti, animali come nella conchiglia e in varie forme anatomiche umane, come le impronte digitali. In più nelle rappresentazioni del vento, dell'acqua, del fuoco. Essa rende manifesto il movimento circolare che si avvicina e si allontana da un punto centrale, mantiene e prolunga all'infinito questo movimento. E' una linea senza fine e rappresenta emanazione, estensione, sviluppo, continuità ciclica e progresso. Le spirali possono essere sinistrorse o destrorse. Le spirali tracciate in senso orario possono indicare qualcosa che sta emergendo alla coscienza, che sta iniziando un percorso di apertura verso l'esterno. Le spirali tracciate in senso antiorario, al contrario, suggeriscono una involuzione, un ritiro verso la parte più intima di sé e un calo di energia.
In Giappone i pellegrini procedono in salita attorno al monte Fuji. I musulmani girano intorno al santo dei santi alla Mecca. I Cristiani intonano inni percorrendo i labirinti a spirali sul pavimento delle cattedrali gotiche. In India si raffigura il serpente Kundalini avvolto in tre spire e mezzo attorno ad un punto alla base della spina dorsale. La spirale logaritmica, derivante matematicamente dalla sequenza di Fibonacci, è nascosta in ogni angolo della Terra: semi, fiori, frutti, animali, le ossa delle dita umane.
Serpente
Graficamente il serpente è una linea, una linea vivente che prende la forma di ciò che la circonda. Il suo simbolismo è duplice: da un lato la sessualità e l'incantamento, dall'altra la sottigliezza e l'astuzia. Il serpente passa attraverso la parte negativa del mondo e si rigenera, divenendo donatore di vita. Attraverso l'esuviazione (o muta) esso si rigenera, cresce, abbandona il passato e mostra una pelle più lucida e bella.
Presso gli egizi assumeva significato di magnificenza e rispetto: esso costituiva una parte del copricapo indossato dai sovrano e che riportavano l'effige dorata di un cobra eretto. Le civiltà precolombiane veneravano una divinità per metà uccello e per metà serpente, il dio Quetzalcóat, che rappresentava il connubio indissolubile tra il cielo e la terra, tra il naturale e il divino, tra bene e male.
Tra Induisti e Buddhisti ritroviamo il dragone, accentuazione della figura del serpente, che è simbolo propiziatore e utile ad allontanare gli influssi maligni, nato allo scopo di dare conforto alla popolazione ai tempi delle grandi invasioni. Tra i romani troviamo l'uso di allevare un serpente presso le abitazioni allo scopo di scongiurare la piaga dei roditori ed esso diviene divinità custode della medicina con Esculapio.
Presso i cristiani i rettili assunsero un'eccezione puramente negativa, a partire dal serpente tentatore fino ad arrivare alla serpe come rappresentazione di Satana, incarnazione quindi del 'nemico'.
martedì 2 luglio 2013
La Magia del Tatuaggio
Fino a 500 anni fa circa un migliaio di culture indigene erano dedite alla pratica del tatuaggio, culture di cui purtroppo oggi non rimane molto. Una linea di comunione tra di esse sembra essere la pratica dello Sciamanesimo, probabilmente la più antica forma di spiritualità umana. Essa viene alimentata dal mistero e dalla magia, concetti astratti, ma anche da elementi più pragmatici come la caccia, il raccolto e la necessità, molto umana, di razionalizzare il fatto che gli uomini per sopravvivere debbano uccidere altri esseri viventi come piante e animali. Nella mitologia sciamanica infatti troviamo patti tra l'uomo e il suo ambiente vitale insieme alla convinzione che ogni vita sia dotata di una propria forza spirituale.
Spesso colui che effettuava il tatuaggio era un guaritore della tribù e operava a cavallo tra il reale e il soprannaturale per restituire parti dell'anima perduta dai propri "pazienti", situazione a cui erano imputati la maggior parte dei mali. Il simbolo del lukut (antico cordone) era tatuato sul polso ad esempio per legare l'anima al legittimo portatore garantendogli così buona salute. Legacci, tatuati o sotto forma di oggetti, venivano apposti nei pressi di occasionali ferite o di arti (come le mani per chi riteneva le mani particolarmente preziose per la propria attività) affinché fosse pagato tributo agli spiriti per preservarli. Spesso i trattamenti includevano la meticolosa applicazione di tatuaggi medici, in particolare su certi punti del corpo al fine di mascherare l'identità del malato alle entità maligne. Analogamente esistevano tatuaggi propiziatori, come quelli che venivano applicati alle guance femminili e simbolo di fertilità, o la marcatura della fronte di uomini e donne a simboleggiare il collegamento coi loro poteri ancestrali. In tutti questi casi si operava non solo una inscrizione, ma anche una reiscrizione della superficie di alcune parti del corpo. Il potere non era soltanto nel disegno ma anche nelle sostanze utilizzate che venivano considerate portatrici di poteri magici in quanto temute dagli spiriti maligni. Il tutto attraverso la figura dello sciamano e dei suoi oggetti che divenivano strumenti attraverso cui i poteri magici e di guarigione erano in grado di operare nel mondo degli uomini.
Si ritrovano strumenti da tatuaggio tra i più svariati e tipici delle diverse etnie a seconda che esse si dedicassero alla raccolta, alla pesca o alla caccia. Presso le Filippine o Taiwan venivano utilizzate le spine dell'albero di limone o arance, mentre in Polinesia venivano utilizzate ossa di animali. Nell'Africa sud-sahariana il tatuaggio consisteva in un taglio nella carne viva effettuato con strumenti di ferro successivamente strofinato con pigmenti composti per lo più da carbonio e ricavati dalla pianta di ricino. Nel Nord America erano utilizzati strumenti di ispirazione giapponese ma in scala, ogni strumento utilizzato era intagliato con la forma di un animale il cui spirito si riteneva che conferisse con l'utilizzo potere al tatuaggio. Nelle Amazzoni era preferita una certa varietà di spine di palma, mentre tra le etnie precolombiane si utilizzavano ossa di animali o frammenti di conchiglia tenuti insieme con filamenti vegetali. Anche le sostanze pigmentate utilizzate erano tra le più varie e alle spalle del loro utilizzo c'era spesso uno studio riguardo le sostanze naturali più adatte alla marchiatura indelebile. Nelle zone dello Yupiget e del Chukchi il nerofumo faceva da pigmento principale e si riteneva che allontanasse gli spiriti. Tuttavia si è utilizzata anche un tipo di grafite, la tagneghli, ottenuta mediante baratto dalle zone siberiane, e che si riteneva salvaguardasse da spiriti maligni e dalle malattie da loro portate, sui bambini in particolare li salvaguardava nel caso di morti da poco avvenute nei villaggi. Spesso questi pigmenti venivano miscelati con l'urina perché proveniente dalla vescica, un organo creduto sede principale dell'energia che da vitalità all'anima.
Monaci buddhisti di Thailandia, Cambogia, Myanmar e Laos utilizzavano strumenti somiglianti a due spiedi di metallo con una spaccatura di circa due centimetri all'estremità che formasse delle punte. In Thailandia ogni tatuaggio era apposto da un maestro chiamato Arjan. Gli inchiostri utilizzati venivano da ricette personali e si pensa avessero doti di protezione a causa della presenza di ingredienti insoliti e magici. Ad esempio erano utilizzati il sandalo e l'olio di sesamo bianco, oli estratti da animali selvatici come l'elefante, la tigre, l'orso, dal veleno del cobra o dal grasso di cadavere. Alcuni estraevano piccole esfoliazioni dal proprio stesso corpo per mescolarle al pigmento e così si riteneva che nei confronti del tatuato chiunque si sarebbe comportato istintivamente con la stessa reverenza usata in presenza di un monaco.
Per migliaia di anni il tatuaggio non ha avuto quindi solo uno scopo visivo, bensì è stato un mezzo attraverso cui gli esseri umani, la natura e il mondo soprannaturale venivano uniti in un complesso intreccio. Il tatuaggio diveniva simbolo attraverso cui l'uomo si distaccava dal qui ed ora per accedere a nuove forme di comprensione di sé e del mondo circostante.
giovedì 27 giugno 2013
Ötzi
Ötzi (anche noto come l'Uomo del Similarum) è stato ritrovato il 19 settembre 1991 sulle Alpi Venoste (ghiacciate appunto nel Similarum, tra il 3300 e il 3100 a.C.) a cavallo tra l'Italia e l'Austria. E' il più antico essere umano tatuato di cui si abbia conoscenza in quanto, essendo stato trovato nei pressi di un ghiacciaio, conserva larghe porzioni dell'epidermide intatta.
Campioni della sua pelle presi in prossimità di diversi tatuaggi sono stati studiati al microscopio ottico ed elettronico. Il materiale utilizzato per i tatuaggi può essere identificato come fuliggine e, in alcune zone, tra le particelle di fuliggine, sono state rilevate tracce di cristalli di silicati (almandino e quarzo) insieme ad altri cristalli non esattamente identificabili. I cristalli potrebbero provenire dalle pietre presso cui la fuliggine è stata raccolta, ma potrebbero anche essere stati utilizzati per dare una certa luminosità al pigmento stesso.
I tatuaggi di Ötzi sono stati probabilmente effettuati con una spina o un ago di osso. I disegni riprendono un motivo di linee parallele in diverse combinazioni, a partire da linee singole fino ad arrivare a gruppi di sette. Su un ginocchio e presso una caviglia sono stati identificati dei motivi a forma di croce. Lo scopo di questi tatuaggi non doveva essere quello di mostrarli essendo posti per lo più in zone facilmente ricopribili col vestiario.
Non è stato possibile all'inizio capire quando esattamente durante la sua vita egli si fosse fatto tatuare e perché, se i tatuaggi fossero legati a riti di passaggio o ricordassero gesta compiute. Essendo morto di morte violenta non è escluso che egli fosse in contrapposizione con qualcuno, ma apparentemente non c'è nulla che suggerisca l'appartenenza ad un qualche clan specifico. L'assenza di segni di cicatrici e ossa rotte esclude quasi del tutto che si trattasse di un guerriero o di un cacciatore. Piuttosto, mediante analisi ai raggi X, è stato rilevato che Ötzi, all'età di 40 anni, quando cioé morì, soffriva di artrite alle articolazioni dell'anca, delle ginocchia, delle caviglie e dell'area lombare della colonna vertebrale. Questo ha fatto supporre che i tatuaggi avessero uno scopo terapeutico, soprattutto considerando il loro posizionamento lungo il corpo.
Già presso gli Egizi, 4000 anni fa (1300 prima della nascita di Ötzi) era usanza tatuare sulle donne segni che avessero lo scopo terapeutico di preservarle dai rischi del parto. A 3000 anni fa, presso il bacino di Tarin, in Cina, risale l'uomo di Cherchen, il cui volto era ornato a scopo terapeutico con suggestive geometrie di colore giallo e viola. Tale zona geografica in quell'epoca storica era un bacino culturale molto vasto in cui viaggiatori di tutto il mondo si scambiavano ogni sorta di conoscenza. Da questa zona potrebbe arrivare l'uso dell'agopuntura in Europa e di determinati tipi di tatuaggio.
Un gruppo di scienziati dell'Università di Graz ha tentato di teorizzare una possibile correlazione tra i tatuaggi di Ötzi e i punti dell'agopuntura tradizionale. E' stato misurato il raggio e la lunghezza di diverse ossa. Dopodiché la mappa dei tatuaggi di Ötzi è stata sovrapposta a rappresentazioni topografiche dei punti dell'agopuntura cinese. Esperti provenienti da tre scuole di agopuntura hanno esaminato il materiale raccolto. A loro parere, nove tatuaggi potrebbero essere identificati come situati direttamente, o ad una distanza massima di sei millimetri, dai punti utilizzati dall'agopuntura tradizionale. Altri due si trovano su un meridiano dell'agopuntura. Un tatuaggio è identificativo di un punto locale. Altri tre si trovano tra i 6 e i 13 millimetri dal punto di agopuntura più vicino. Nove dei 15 tatuaggi si trovano sul meridiano della vescica urinaria, un meridiano comunemente associato al trattamento del mal di schiena. Anche uno dei due tatuaggi a forma di croce si trova vicino alla caviglia sinistra su un punto chiave per il trattamento del mal di schiena. Oltre ai problemi artritici, l'analisi di Ötzi ha rilevato che il suo intestino era pieno di uova di tricocefalo che possono causare forti dolori addominali. Cinque tatuaggi corrispondono alla zona di cistifellea, milza e fegato lungo il meridiano che tradizionalmente costituisce il riferimento per la cura dei disturbi allo stomaco.
Quindi secondo lo studio così condotto i tatuaggi di Ötzi potrebbero essere visti come un referto medico dell'età della pietra, una sorta di guida all'autotrattamento mediante agopuntura di alcuni tipi di dolori. Certo ci sono dei tatuaggi che hanno un grosso scostamento rispetto al punto da agopuntura più vicino, ma ciò potrebbe essere dovuto alla torsione della pelle sui tessuti sottostanti durante i 5000 anni di ibernazione.
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